Anche quest’anno, il 25 novembre, tante donne in tante parti del mondo manifesteranno in molte forme la propria volontà politica di dire no alla violenza che ogni giorno subiscono in nome della volontà patriarcale di controllo sui loro corpi e sulla loro libertà.
Le donne saranno in piazza per far sapere che ogni giorno possiamo dire BASTA alla violenza maschile sulle donne, che si tratti di violenza domestica, sessuale, psicologica, economica o istituzionale.
Come ogni anno, ricorderemo le donne ammazzate in Italia, vittime della violenza di genere (650 dal 2005 al 2010) e tutte quelle che ogni giorno cercano di ricostruirsi una vita, un futuro, una dignità, in un paese ancora imbevuto di una cultura sessista che continua a perpetuare l’idea della donna come oggetto da possedere, da usare, da controllare.
In Italia, questo fiume di violenza è senza tregua, come dimostrano anche i dati dei Pronto Soccorso ospedalieri della nostra provincia in costante crescita negli ultimi anni: nel 2009 556 donne accolte nei P.S. provinciali ha dichiarato di avere subito violenza, 406 italiane (73%) e 150 straniere (27%).
Nella provincia di Alessandria, 260 casi di violenza in due anni denunciati all’associazione Me.Dea di Alessandria, che gestisce il Centro antiviolenza.
Un altro dato costantemente confermato, è che la violenza interessa trasversalmente le donne indipendentemente dalla classe sociale, grado d’istruzione, cultura di appartenenza e quindi nessuna donna può ritenersi immune.
Il Centro interdipartimentale di ricerca sulla vittimologia e sulla sicurezza (Cirvis) dell’Università di Bologna ha partecipato recentemente a una ricerca europea dal titolo “Gender-based violence, stalking and fear of crime“, somministrando un questionario anonimo alle studentesse.
Alla domanda “Hai subito almeno un episodio di stalking, molestia o violenza sessuale nel corso della tua vita universitaria?”, posta a 3.531 ragazze, 1.937 sono quelle che hanno affermato di aver subìto delle molestie. In sintesi, la percentuale di chi ha dichiarato di aver subito una violenza di genere gira intorno al 78%, quasi 8 su 10.
Per questo motivo, è necessario sostenere la presenza capillare sul territorio di Centri antiviolenza che possano accogliere le donne vittime di violenza, coordinare sul territorio azioni di sensibilizzazione sul tema della violenza e soprattutto diffondere tra le donne le informazioni sanitarie, sui diritti e sui servizi ai quali possono rivolgersi.
I centri antiviolenza, come quello di Me.Dea della nostra provincia, sono risorse imprescindibili per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, che rischiano di essere spazzati via dai tagli al welfare. E’ il caso di molti centri in Italia (come Erinna di Viterbo, come il Centro Provinciale Antiviolenza di salita Mascherona a Genova) e anche in Piemonte (come lo “Sportello donna” della Provincia Verbano Cusio Ossola). E’ il caso della Legge Regionale 16 del 2009 sull’Istituzione dei Centri Antiviolenza che la Regione continua a non finanziare, pur essendoci un o.d.g. votato all’unanimità dal Consiglio Regionale che prevede l’innalzamento a 500mila euro annuali delle risorse su quel capitolo di spesa.
Come Democratiche vogliamo anche denunciare quanto ancora più pesante sia la violenza vissuta da coloro la cui vita, in questo paese, è ancorata a un permesso di soggiorno, o da coloro che non hanno le risorse economiche e materiali per chiedere aiuto: la donna che è sfrattata con dei bimbi o delle bimbe a carico, quella che non può divorziare perché sul suo permesso di soggiorno è scritto “ricongiungimento familiare”, chi ha paura di denunciare una violenza perché sa che i tribunali, i servizi sociali e la polizia hanno l’obbligo di segnalare la presenza di clandestini, chi non vuole tornare al proprio paese per forza perché i suoi figli e le sue figlie sono nati/e e cresciuti/e qui.
Insieme possiamo dire basta, mantenendo viva l’attenzione e la sensibilizzazione al problema, condizioni indispensabili per produrre un cambiamento culturale, senza il quale ogni azione di protezione e di difesa delle vittime non può avere continuità e non crea un reale cambiamento nella vita delle donne.
Insieme possiamo dire basta, prendendo posizione in ogni occasione sulla mercificazione del corpo e sui modelli che propongono come “libera scelta” questa stessa mercificazione, senza dimenticare che in questa sfida culturale tutti siamo coinvolti, donne e uomini.
Solo insieme……
Claudia Deagatone
Portavoce della Conferenza Provinciale delle Donne democratiche
PD Provincia di Alessandria
Iniziative in provincia di Alessandria
Venerdì 25 Novembre – Pozzolo Formigaro – Cantine del Castello Medioevale ore 21
“VIOLENZA ALLE DONNE E APPROFONDIMENTI SULLO STALKING” INCONTRO E LETTURE INTERPRETATIVE con la partecipazione dell’Associazione Me.Dea- Centro antiviolenza di Alessandria
Venerdì 25 Novembre – Alessandria – Aula Magna Istituto Itis Volta
“Il silenzio di un bacio, per un pugno di parole” convegno rivolto ai giovani delle scuole del territorio provinciale organizzato da Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Alessandria
Sabato 26 novembre – Casale Monferrato – via Saffi dalle ore 10 alle ore 19
Presidio organizzato da Associazione Donne Insieme e L’Albero di Valentina di Casale Monferrato





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